Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma
dal 18 febbraio al 5 luglio 2020
Roma, Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro

Dopo l’esposizione ad Ascoli Piceno, la mostra Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma prosegue a Roma, presso il Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro, sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni , dove rimarrà sino al 5 di luglio.

Per la mostra itinerante che ha preso il via nella zona del cratere – presso il Forte Malatesta, di Ascoli Piceno – quella di Roma rappresenta la seconda delle tre tappe programmate per l’esposizione che concluderà il suo viaggio a Senigallia (dal 23 luglio al 3 novembre), presso il Palazzo del Duca.

Le opere esposte a Roma saranno 36 e sono state restaurate grazie a una convenzione siglata tra ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, impegnate dal 2017 in un importante lavoro di recupero delle opere danneggiate che ha ricevuto anche l’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e il contributo della Regione Marche.

La mostra è curata da Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi e attraverso un viaggio nella religiosità popolare marchigiana e un affascinante percorso stilistico e iconografico che parte dal centro della regione e prosegue fino alla costa, vuole illustrare quello che Federico Zeri e Pietro Zampetti hanno definito come “cultura adriatica”.

Tra gli autori delle opere non mancano nomi importanti: Jacobello del Fiore con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo; Vittore Crivelli con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano; Cola dell’Amatrice di cui spicca la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. E ancora, da Roma Giovanni Baglione e Giovanni Serodine che dalla Svizzera seguì nella capitale l’esempio di Caravaggio. Tutti autori di indubbia fama che, nelle Marche, sono nati o vi hanno soggiornato ed hanno contribuito a modificarne la geografia della Storia dell’Arte.

Gli interventi di restauro sono stati eseguiti da tecnici marchigiani, in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP-Marche che, con innovative analisi diagnostiche, hanno valutato lo stato di conservazione di ciascuna opera.

Pubblicato il 18/02/2020