Teatro romano di Falerio Picenus, Falerone (FM)
Operazioni di rilievo tramite Laser Scanner 3D

Si sono da poco concluse le operazioni di rilievo tramite Laser Scanner 3D del teatro romano di Falerio Picenus (Falerone, FM). Si tratta del primo rilievo della struttura effettuato attraverso l’uso di questa tecnologia che permette di acquisire una moltitudine di punti sulla superficie della struttura interessata dall’indagine, fino a generare un modello tridimensionale delle superfici estremamente preciso e accurato, in cui diventano percepibili perfino modifiche nella tessitura della muratura delle pareti difficilmente apprezzabili a occhio nudo. Esso è stato, in parte, integrato attraverso la fotogrammetria. L’operazione ha generato una grande mole di dati che sono ora in fase di elaborazione. Tale rilievo sarà un prezioso strumento di supporto allo studio del teatro sia per l’individuazione di possibili fasi di edificazione in antico (la struttura fu costruita in età Augustea, ma sappiamo dall’epigrafia che vide operazioni di rinnovamento anche sotto l’imperatore Claudio), sia per l’individuazione dei tanti restauri che hanno accompagnato la vita del teatro in età moderna e che non sempre sono stati adeguatamente documentati in passato. Il rilievo sarà utile infine anche per il rinnovamento della pannellistica della struttura.

L’operazione si inserisce in un più articolato progetto di studio e valorizzazione dell’antica città romana di Falerio Picenus, centro la cui monumentalizzazione inizia in età augustea e che rimane fiorente fino alla tarda antichità, di cui oggi è possibile ammirare alcune monumentali emergenze (teatro, anfiteatro, cisterne, resti di tempio…), ma di cui ancora sfugge il disegno complessivo.

Il progetto, finanziato anche attraverso fondi europei, vede una convenzione fra il Comune di Falerone, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Regione Marche e l’Università di Bologna; è diretto dalla dott.ssa Federica Grilli (SABAP Marche) e dal Prof. Enrico Giorgi (Dipartimento di Storia Cultura e Civiltà, Università di Bologna). Le operazioni sul campo sono state coordinate dal Prof. Paolo Storchi (Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna, campus Ravenna) con il supporto di Federica Carbotti, Veronica Castignani, Giuseppe Guarino e Francesco Pizzimenti (studenti, dottorandi, specializzandi DISCI, Università di Bologna),

La prima fase di queste operazioni ha visto pertanto lo studio del teatro e prevede anche la ricostruzione tridimensionale del suo aspetto originario tramite la modellazione dell’edificio da parte di Studio 111 (dott. Luca Tampieri e dott.ssa Gaia Canuti), sotto le indicazioni fornite da Soprintendenza e Università, basate sugli studi scientifici attualmente in corso e attraverso la rilettura dei dati di scavo Settecenteschi e Ottocenteschi. Peculiarità dell’operazione è che tale ricostruzione sarà presto visibile direttamente all’interno del teatro tramite supporti tecnologici e multimediali di facile accesso che permetteranno di apprezzare la sorprendente ricchezza architettonica della struttura e di visionare, pur in forma multimediale, elementi statuari e decorativi rinvenuti nel teatro e oggi dispersi, inaccessibili a causa delle conseguenze del sisma, o ospitati in musei prestigiosi, ma lontani dall’antica Falerio (Louvre).

Un progetto che prevede lo studio della città e dei suoi monumenti attraverso gli strumenti classici della ricerca archeologica e topografica, ma anche l’utilizzo delle tecnologie più innovative indispensabili per valorizzare i monumenti dell’antica città romana, approfondire lo studio della sua conformazione urbana e tutelare al meglio il patrimonio di questo straordinario sito.

Pubblicato il 23/07/2021