Urbania (PU), scoperte sepolture romane durante i lavori per il collettore di Marche Multiservizi

Nelle scorse settimane, durante i lavori di scavo per la posa di un collettore fognario condotti da Marche Multiservizi SpA in località Muraglione a Urbania (PU), al confine con il comune di Fermignano (PU), sono state portate in luce alcune sepolture di età romana. Si tratta di un piccolo gruppo di quattro tombe, forse da collegare a una fattoria romana per lo sfruttamento agrario del territorio, databili ai primi secoli dell’età imperiale (I-II secolo d.C.). La zona era già infatti nota per rinvenimenti romani degli anni ’80, oltre al recupero di alcune epigrafi funerarie già nel XVI secolo.

Le sepolture rinvenute si presentavano in parte danneggiate dalla costruzione di alcune strutture ottocentesche forse connesse al vecchio tracciato della ferrovia, ma l’attento scavo archeologico, condotto in archeologia preventiva dalla ditta specializzata Phoenix di Bologna sotto la direzione scientifica di Diego Voltolini della Soprintendenza ABAP per le province di Ancona e Pesaro e Urbino, ha permesso di scoprire una notevole varietà nei rituali funerari.

Si tratta infatti di una necropoli “birituale”, con alcuni defunti deposti inumati ed altri cremati. Le tombe sono realizzate con tegole, tavelle e coppi, formando delle vere e proprie casse.
Una delle inumazioni ha una struttura poco usuale, diversa dalle più comuni tombe alla cappuccina, con cassa rettangolare in tegole e copertura in larghe tavelle e coppi posti a protezione degli interstizi.

È ben conservato un caso di bustum, una fossa rettangolare predisposta per la cremazione diretta del defunto sulla pira, con le pareti scottate e arrossate dal fuoco, nella quale è stata poi costruita la cassetta di tegole e coppi, con anche la creazione di un “canale libatorio” utilizzando un’anfora capovolta e segata. Questa particolare struttura era utilizzata durante i riti delle profusiones, le offerte o libagioni che potevano rappresentare il pasto simbolico per il defunto, e che venivano fatte colare direttamente all’interno della sepoltura attraverso questo canale.

I corredi funerari presentano un ridotto numero di oggetti, ma solo le minuziose operazioni di restauro potranno restituire al meglio i dettagli di queste scoperte.
Strutture e rituali molto simili sono stati rinvenuti anche a Urbino (PU), al bivio di Croce dei Missionari nell’attuale zona della rotatoria del Consorzio, durante gli scavi degli anni ’70 e del 2005.

I reperti sono stati messi in sicurezza e prelevati con tutte le cautele del caso e sono attualmente custoditi nei depositi del Palazzo Ducale di Urbania.
La scoperta arricchisce la conoscenza del territorio fra Urbania e Fermignano, sicuramente percorso anche da alcune strade romane, come il tracciato individuato nel 2020 sempre in località Muraglione/Monte San Pietro, circa un chilometro a ovest di questi nuovi rinvenimenti funerari, durante alcuni lavori svolti in assistenza archeologica con la direzione scientifica della Soprintendenza, nella regolare prassi di monitoraggio del territorio e delle sue potenzialità archeologiche.

Pubblicato il 28/12/2021